L'ALABARDA 


L'ALABARDA

Enciclopedia Italiana (1929)
di Mariano Borgatti
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ALABARDA
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(forse dall'arabo ḥarbah; fr. hallebarde; sp. alabarda; ted. Hellebarde; ingl. halberd). - Arma da offesa, inastata, che si compone di un ferro fermato all'asta, foggiato superiormente a spuntone, a spiedo, o a lancia acuta e tagliente da ambe le parti, e che, presso il punto d'attacco, ha una specie di corta scure da una parte e una o più punte dall'altra. Invece della piccola scure, alcune alabarde hanno una mezzaluna a corna appuntite. Questa arma bianca, efficacissima per caricare il nemico, arrestandone l'impeto con la punta e menando fendenti col taglio, sembra fosse in uso da tempo immemorabile in Cina, e si diffondesse in Europa soltanto sul finire del 1300, attraverso la Scandinavia e l'Allemagna. Più tardi gli Svizzeri l'introdussero in Italia nella loro prima calata nel 1422, mentre in Francia entrò solo al tempo di Luigi XI (1461-1483). Fu arma preferita per lungo tempo dai soldati tedeschi (Lanzi), che, combattendo e predando, percorsero l'Italia per tutto il Cinquecento, a soldo ora dell'uno ora dell'altro principe. Nel Seicento, diffusosi e perfezionatosi l'uso delle armi da fuoco, l'alabarda si trasformò in arma di parata, ornandosi d'incisioni e di trafori, sbizzarrendosi alquanto nelle forme del ferro e specialmente della scure, che per la sua stessa posizione si prestava a degenerare in figura decorativa. Ebbero alabarde le guardie tedesche al servizio dei principi di Piemonte nei secoli XVII e XVIII, le guardie del duca di Parma, i veterani di Napoli, quando facevano la guardia a corte; e l'hanno, al presente, le guardie svizzere in Vaticano e gli alabarderos della corte spagnuola.
Per ciò che riguarda lo sviluppo delle forme di quest'arma, giova notare che le alabarde aventi la scure con taglio rettilineo o poco curvo in fuori o anche molto curvo, ma ad arco convesso, sono dei secoli XV e XVI e anche dei successivi (con imitazione delle forme precedenti); mentre quelle che hanno la scure a mezzaluna concava con due punte acute e il taglio all'interno nella concavità, non vanno più indietro della seconda metà del Cinquecento. Le aste non hanno particolarità caratteristiche; sono di legno, della lunghezza di due metri e mezzo, o poco meno.

Scimitarra
Arma bianca a lama lunga e stretta, curvata all’indietro verso il dorso, con un solo filo sul taglio, e la punta, spesso con la cuspide allargata a due fili, che si estende quasi per un terzo della lama; fu usata da popoli orientali e specialmente dai Turchi. Passata in Europa, diede origine alla sciabola.



Picca
Arma bianca della fanteria, simile al contus e alla sarissa degli antichi, costituita da un’asta di legno (lunga da 3 a 8 m) e da una punta di ferro aguzza (a forma di foglia di lauro o di daga) collegata al fusto tramite due piastre di ferro che la proteggevano anche dai colpi di spada. Fu usata in Europa (14°-18° sec.), specialmente da Fiamminghi e Svizzeri. Oltre che come arma da battaglia, fu impiegata anche dalla marina velica nell’abbordaggio e come arma da parata. Nell’antichità e nuovamente nel Medioevo, fu usata dalla fanteria una p. a manico corto, detta mezza p

Partigiana
Arma bianca d’asta usata di punta e di taglio, derivata dalla lancia; forse di origine italiana, si diffuse soprattutto nei paesi latini; aveva asta fino a 3 m e ferro di 40-60 cm (v. fig.). Fu usata dal 15° sec. per l’armamento della fanteria, specialmente in Francia (dove fu abolita nel 1670). Il ferro della partigianetta era di 22-30 cm; quello del partigianone tra 60 cm e 1 m circa.

Accetta
Attrezzo da taglio per la lavorazione del legno, simile alla scure, ma più piccola. È costituita da un ferro a taglio curvilineo e con occhio nel quale s’infila il manico di legno. Fu usata come arma e come utensile in tutte le fasi dell’evoluzione dell’uomo, sin dal Neolitico, utilizzando come materia prima sia la pietra, sia, più tardi, il rame, il bronzo e il ferro. Ebbe anche significato votivo e rituale, come attestano le numerosissime a. di età preistorica.




Modificato il 27 Novembre 2018 alle 12:23




Scritto il 04 Settembre 2015 alle 18:57



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